giovedì 9 febbraio 2012



Dall' Archivio Storico di Carmiano:

articolo tratto da "il paneQuotidiano"


Pochi spettatori oggi al Campo Sportivo "Gloria" di Carmiano per assistere alla partita di pallone tra la formazione di casa "Parola Carmiano" e il "Carosino", incontro valido per la settima giornata di ritorno del Campionato di Prima Categoria...


Lo sparuto gruppo di irriducibili tifosi, venuti al campo perchè costretti dalle mogli, attendono con trepidazione il passaggio del nocciolaio, per ingannare il tempo ed ammazzare la noia con una bustina di semini di zucca...

martedì 7 febbraio 2012

Il signor Veneranda

L'AUTOSTRADA


Il signor Veneranda si fermò all'ingresso dell'autostrada Milano -Torino.
"Torino" disse il signor Veneranda al bigliettaio.
Il bigliettaio guardò il signor Veneranda e poi si guardò attorno nel piazzale deserto dove non sostava nemmeno un'automobile.
"Ma..." balbettò il bigliettaio, "e la macchina?"
"Che macchina?" domandò il signor Veneranda, stupito.
"L'automobile," disse il bigliettaio, "lei non ha l'automobile?"
"Io no," disse il signor Veneranda, "io non ho l'automobile. Perché? Cosa c'è di strano? C'è tanta gente che non ha l'automobile e perché la dovrei avere io? Le pare che io abbia la faccia di uno che dovrebbe avere l'automobile?" "Io non so," balbettò il bigliettaio, "ma se lei vuole andare a Torino con l'autostrada, dovrà pure avere un'automobile." "Io non vado a Torino con l'autostrada," disse il signor Veneranda. "Non posso andarci appunto perché non ho l'automobile. E poi cosa dovrei andare a fare a Torino?"
"Non so... è lei che ha detto Torino," balbettò il bigliettaio che non sapeva cosa dire.
"Io ho detto Torino, certamente" disse il signor Veneranda, "questo non lo nego. Ma tutti possono dire Torino quando vogliono, le pare? Non capisco perché quando uno dice Torino dovrebbe, secondo lei, andarci in automobile."
"Va bene, ma allora lei, che cosa vuole da me?" balbettò il bigliettaio sempre più confuso.
"Io niente," disse il signor Veneranda. "Ho detto Torino come potevo dire Roma o Genova o un'altra città. Le dispiace?"
"No, ma... senta, se lei non entra in autostrada con l'automobile, mi lasci in pace," brontolò il bigliettaio.
"Eh, accidenti!" gridò il signor Veneranda perdendo la pazienza, "adesso dovrò comprarmi un'automobile per far piacere a lei! Ma sa che è un bel tipo? Ma guarda che razza di gente!"
E il signor Veneranda voltò le spalle al bigliettaio e si allontanò brontolando.

A tutti gli atleti dei Corsi di Minivolley

Ecco il Calendario delle gare interne dell' Under 14 Femminile.

Si ricorda che in occasione delle partite, i Corsi verranno anticipati.


domenica 29 gennaio 2012

«Se Ganfo sei te, non sono io»


«Se Ganfo sei te, non sono io»

 Vi era un tempo nella città di Lucca, e nella contrada di San Cristofano, un pellicciaio di nome Ganfo. Era costui uomo di mente grezza e sempliciotto in tutto quanto facesse, però fine e attentissimo nel suo lavoro di bottega. Ora accadde che il suddetto Ganfo s'ammalò di qualche disturbo e i medici gli decantarono i Bagni di Lucca come più utile di tutte le medicine. Per cui, essendosi Ganfo deciso d'andare ai bagni, chiese alla moglie - di nome Madonna Teodora - dei denari da portare con sé ai bagni e nutrirsi. 
E la moglie gli diede dieci denari, ma dicendogli: «Bada, marito, di non spendere e spandere, con questo denaro». Ganfo si mise dunque per strada e camminando di buon passo giunse ai bagni senza aver mangiato né bevuto alcunché, salvo un tantino d'acqua. E questa la bevve quando fu giunto al torrente della Lima, poiché volendo varcare il corso d'acqua, ma senza passar sopra il ponte (dove credo che ai tempi si pagasse il pedaggio) cadde nella fiumara; ed essendo egli deboluccio mentre l'acqua fluiva nel proprio alveo con grande forza, per poco non annegò, il bischero. Ed è così che Ganfo sul suo cammino finì per bere un poco di acqua.
Giunto che fu ai bagni, andò subito a osservare quelli che si bagnavano. Ma vedendo che dentro quell'acqua v'erano centinaia di uomini nudi, disse tra sé: «Ohibò, ma come farò io a riconoscere me stesso là in mezzo a tutti quelli? Per certo mi smarrirei! Giacché è facile che mi perda in mezzo a coloro, se non mi metto qualche segno per riconoscermi che io sono io. Or come mi conoscerò tra costoro?». E pensò mettersi sulla spalla una croce di paglia, dicendo: «Mentre io avrò tal croce in sulla spalla, io sarò io». Dunque ciò che aveva deciso di fare, mise ad effetto. E la mattina seguente il sempliciotto Ganfo, nudo con la croce sulla spalla destra, entrò nel'acqua del bagno. Qui stando fermo, si guardò la spalla, vide la croce e disse di sé: «Questo sono proprio io me, e non v'è dubbio». E rimase lì senza muoversi. Ma poi sentendo venir sulle sue spalle un frescolino, si trasse nell'acqua tiepida del bagno ove si mise a galleggiare bel bello.
Ma qui accadde che la croce che aveva addosso, posata sulla sua spalla si mosse e andò a posarsi su quella d'un fiorentino che gli stava accanto. Ganfo, guardando ora a sé e non vedendo più la suddetta croce, indi voltandosi e vedendola passata sulla spalla del fiorentino, che fece? Andò verso quello e gli rese noto: «Ehi, sappi che tu sei me e io sono te». Ma quel tal fiorentino non capendo cosa intendesse, gli disse in risposta: «Vattene via, baggiano». Al che il Ganfo replicando disse: «Tu sei io me, ed io me son qual tu sei». Al fiorentino parve che quello avesse il cervello malato di mattolica, e lo cacciò dicendo: «Vattene , ché tu sei bell'è fritto». Udendo tali parole il Ganfo sempliciotto credette che quello volesse dirgli: «Tu sei già morto». E ritenendosi tale, immantinente uscì dal bagno, si rivestì, e senza mangiar né bere se ne venne verso Lucca, non salutando chiunque incontrasse, e anche con quelli che strada facendo gli mandavano saluti restava muto come un pesce secco. Giunto che fu a Lucca, ed entrato in casa, trovò Madonna Teodora che vedendolo gli disse: «Oh Ganfo, perché tornato  sei così presto?» A ciò egli risposte: «Perché son morto, dolce Teodora». Al che si gettò sul letto, senza aprire bocca, né fare alcun altro moto del sentire, mostrandosi d'essere morto davvero. E vuoi per il poco spirito ch'egli aveva, vuoi per la malattia da cui era affetto, vuoi per il tragitto senza bere o mangiare, o infine per la paura che s'era preso, fatto sta che la moglie lo ritenne morto per certo. E subito dandosi a gridare e tirarsi i capelli e lamentare suo marito Ganfo morto, trasse i vicini a confortare la sconsolata moglie d'un sì buon marito. E nel consulto di questi fu deciso ch'egli fosse sepolto, talché si misero tutti all'opera. 
Venuta una bara, ivi deposto Ganfo, egli rimase immoto come un morto che si lasci trasportare o smanacciare. I chiericanti vennero in casa a benedire il morto e, avuta la cera da distribuire com'è uso, portarono il gramo Ganfo alla chiesa onde farlo seppellire. Ma qui avvenne questo: che mentre il Ganfo, essendo così portato dai chiericanti, andava verso la chiesa per ricevere la sepoltura, vi fu una fantesca di nome Vettessa che domandò chi fosse quel morto. E le venne risposto che era Ganfo il pellicciaio, portato a sepoltura. Non appena Vettessa udì tali parole, d'un tratto prese a gridare a piena gola dicendo: «Maledetta sia l'anima di Ganfo, a quale diedi il mio pelliccione da raccorciare in quel punto e mai potei averlo indietro». 
E ripeteva queste maledizioni e lamenti senza smettere. Ma qui, avendo Ganfo avuto più volte bisticci con codesta Vettessa, sentendola ora gridare, e sembrandogli che gli dicesse gravi offese, si mise a parlare e disse a piena voce: «Ah, Vettessa, Vettessa, se io fossi vivo così come son morto, saprei ben rispondere!». E tali parole uscite da morto fecero credere ai portatori di bara che vi fosse un diavolo chiuso nel feretro, ciò provocando in loro un timore così forte ch'essi lasciarono cadere tutto a terra, e il Ganfo ne fu molto ammaccato. I chierici e le persone d'attorno lo trassero fuori dalla bara e vedendo vivo dicevano:«Ma quale disgrazia t'è caduta sul capo, o Ganfo, che ti volevi far sotterrare da vivo?». E vedendosi attorno i parenti e i vicini, Ganfo raccontò loro la storia del bagno e della croce perduta, come narra Giovanni Sercambi. 
I preti venuti a benedirlo se ne andarono portando seco la cera ricevuta, e Ganfo fu riportato casa, dove fu assai confortato. E divenuto più savio esercitò la sua arte senza voler più sapere di quell'io, che senza segni per riconoscersi poteva essere un altro. 

venerdì 30 dicembre 2011

mercoledì 28 dicembre 2011

La Tisana che ti sana (rigorosamente dopo le feste)




Un amico cuoco cinese,
di una maestria non raccontabile,
si aggirava anche nella nostra italica
cucina con mirabolanti “Spaghetti Balilla
 ai flutti di male”. Chiamati così da lui,
 non apparivano quel che, scrivendone,
sembra più una futuristica malevola e
precognitrice ricetta Marinettiana.

Questo mio maestro mi stupì al mio
denunciare un oppressivo senso
di fastidiosa pienezza post festiva,
 con una ricetta miracolosa capace,
a suo dire, di placare anime e stomachi 
affaticati. 
Raccontava, facendomela sorseggiare,
della sua isola Penghu, ponte naturale
fra la Cinacontinentale e Taiwan, dove sua nonna curava marinai di tutto
 il mondo con sciamaniche certezze e con cibi che videro Mao Tse-tung mettersi
segretamente a sedere nella sua povera casa in riva al mare con Chiang Kai Shek.

Bollire in 5 bicchieri d’acqua una rondella di tre millimetri di ginger,
 5 chicchi di pepe nero frantumato grossolanamente, un piccolo spicchio di laim,
 un piccolo spicchio d’aglio spiaccicottato e al primo bollore buttarvi dentro
una quindicina di piccole cozze ben mondate. Al loro primo aprirsi,
 sottraetele dal bollente brodo e sgusciatele deponendole poi in un’ampia
tazza orientale, versandoci dentro tutto il liquido e aggiungendo in ultimo il succo
di mezzo limone.

Potrete usare, con lentezza, le bacchettine per prendere una ad una le gialle arancionate meraviglie, consumando e masticando infine anche la rondella di ginger e  bevendo così lentissimamente tutta la bollente saporosa liquidità.

giovedì 22 dicembre 2011

Festa di Natale col Minivolley


Alcuni frammenti fotografici della Festa di Natale con i bambini del Minivolley.
I Corsi saranno sospesi durante le festività natalizie e riprenderanno il 4 gennaio 2012.
Un ringraziamento ai genitori che hanno riposto fiducia in noi affidandoci i loro piccoli.
A loro va il nostro sentito grazie, insieme all'augurio di Buon Natale e Felice nuovo anno.

Gigi, Claudia, Tiziana, Michele
e tutti componenti la Polisportiva Carmiano - PVK



domenica 4 dicembre 2011

Alabarda spaziale


E' morto all'età di 72 anni Shingo Araki.






   A molti questo nome può non dire nulla. Ad essere onesti neanche io, quando da bambino ammiravo le sue opere, sapevo che si trattava di colui che dava un'anima ai disegni che mi affascinavano. Chi fosse veramente l'ho capito successivamente, diversi anni dopo.
I personaggi che vedete nelle foto sono quelli che più mi hanno fatto compagnia durante la mia adolescenza; Actarus, Venusia, Alcor, Dottor Procton ecc. protagonisti di Goldrake Ufo Robot, 


ma anche Rocki Joe, ragazzo sfortunato e ribelle che sfoga nella boxe le difficoltà che la vita gli riserva.
Shingo Araki è anche il padre di Lady Oscar, il temerario ed intrepido Comandante della Guardia Reale del Re di Francia incaricata di vigilare sull'incolumità della futura regina Maria Antonietta e del suo promesso sposo Luigi Augusto, in seguito Re Luigi XVI.
Insomma, si potrebbe continuare con Kimba, il Re della foresta, primo manga animato apparso in Italia, o con i vari Lupin, Il Grande Mazinga, Sam il ragazzo del west, Danguard, Occhi di gatto, I Cavalieri dello Zodiaco e tanti altri. 

Ma più di tutti, Goldrake Ufo Robot (insieme a Jeeg Robot d'acciaio, capolavoro di Go Nagai altro genio dell'animazione di manga giapponesi)è il cartone che in Italia ha segnato una generazione di bambini. Le sue storie di sacrifici, lealtà, passione, impegno nel vincere il male, sudore sotto la maschera, uscite dal tunnel, voci dal pianeta Vegas sinistre e minacciose. 

Tutto coinvolgente come può esserlo una storia fantastica raccontata in un film animato ad un bambino anni settanta, con la minaccia del Male che incombe terrificante sul nostro pianeta, ma puntualmente sconfitti da questi Eroi custodi del Bene.
Grazie Shingo.





sabato 26 novembre 2011

Lo Stretto indispensabile (mica quello di Messina)




In fondo, basta il minimo, sapessi quanto è facile
trovar quel po' che occorre per campar.


Mi piace vagare, ovunque io sia,
mi sento di stare a casa mia.
Ci son lassù le api che il loro miele fan per me.
Se sotto un sasso poi guarderò,
ci troverò le formiche e un po' io me ne mangerò.
Vicino a te quel che ti occorre puoi trovar.
Lo puoi trovar.

Ti bastan poche briciole, lo stretto indispensabile,
e i tuoi malanni puoi dimenticar.
Ti serve solo il minimo, e poi trovarlo è facile
quel tanto che ti basta per campar.


Quando tu prendi un frutto, non fidarti mai.
Se ti pungi è brutto, ti fa male sai.
Attento ai fichi d'India perchè hanno tante spine, ma invece se
tu trovi un fico che è normal te lo prendi e non ti farai del mal.
Hai capito, sì o no? 

Vicino a te quel che ti occorre troverai.
Lo troverò. Lo troverai...

Ti rilasci... così... già... vieni qui: fa come me!


Perchè stammi a sentire, ragazzino, se farai come quell'ape ti stancherai troppo
e non perder tempo sempre a cercare le cose che vuoi e non puoi trovare
e quando sai che puoi farne a meno, e non ci stai pensando nemmeno sai cosa accadrà?
Quel che ti occorre lì per lì ti arriverà!



ciaociao, gigi.





martedì 1 novembre 2011

Esaurito - Sold Out



Dobbiamo comunicare che abbiamo dato fondo all'ultimo grammo di questa ormai svalutata mercanzia. E' stato un periodo in cui si è viaggiato a vele spiegate, con acquirenti provenienti da ogni dove e con ogni faccia. Abbiamo venduto a tutti, personaggi illusi che la Lampada di Aladino non solo esiste, ma è addirittura a "basso consumo".
Abbiamo visto volti illuminarsi di falsa luce, contenitori vuoti come le zucche di Halloween sui davanzali delle finestre la sera del 31. Hanno acquistato cartocci di caldarroste di egoismo, bustine di semi di zizzania, barattoli di mielosità bavosa...

Per più di un decennio abbiamo contribuito a far diventare importanti (potenti) persone per 'bbene. Hanno lavorato per noi, studiato per noi, organizzato il futuro dei nostri figli, gestito il presente dei loro padri. Abbiamo riposto in loro la nostra fiducia e loro l'han scambiata per fidejussione. Abbiamo loro dato credito, loro ci han restituito debito. 
Oggi vediamo tutto il loro turbamento. 
Oggi è il giorno in cui si chiede il conto. 
Ognuno pensa che sia l'altro a pagare. Tutti volgono lo sguardo al piano di sotto, sino a giungere in cantina. Ma la cantina è umida, stantia, sa di tappo. Qualcuno può darsi che si liberi della bottiglia che per tanto tempo lo ha imprigionato. 
Magari potesse prendere la mira prima di partire....

lunedì 31 ottobre 2011

Video per Halloween

Buon Halloween a tutti.
"La ballata della zucca" da La sposa cadavere di Tim Burton
Buona visione




sabato 8 ottobre 2011

Nel nostro prato crescono palloni...

 Corsi di minivolley - stagione 2011-12



Abbiamo oramai completato le prime due settimane di lavoro, e ancora non possiamo dire di essere partiti.
Tuttora riceviamo richieste di iscrizioni e ne siamo lieti, ovviamente.
Appena riusciremo ad avere un numero abbastanza definitivo di bambini e ragazzi, ci immergeremo con tutto l'impegno possibile in questa avventura che da diversi anni ci carica di responsabilità.
Con orgoglio possiamo dire fin da subito però, che i nostri sforzi, anche quest'anno, saranno sicuramente ripagati dall'entusiasmo con cui i nostri ragazzi parteciperanno agli allenamenti, dallo spirito di amicizia che giorno dopo giorno crescerà insieme a loro, dalla partecipazione dei genitori, dalla passione degli istruttori.
E' divertente per noi passare tanto  tempo insieme ai bambini, è un privilegio ed una opportunità che non tutti hanno. Cercheremo di trasmettere loro valori che appartengono allo Sport ma che sono parte della Vita. 
Ci auguriamo che anche per i nostri piccoli "atleti" sia divertente stare assieme a noi; diventeremo un pò bambini noi e un pò più grandi loro.
Buon viaggio. Gigi, Claudia, Tiziana



martedì 20 settembre 2011

Polisportiva Carmiano - Un pò di storia


POLISPORTIVA CARMIANO
Un po’ di storia – La Fabbrica delle Nuvole.


Cominciò tutto nel lontano 1982.
Quell'anno vide la luce la Fabbrica delle Nuvole, uno spazio metafisico a disposizione dei ragazzi (allora!) sano ed idoneo in cui incontrarsi  e condividere l'amore per il Volley, uno sport  a quel tempo ancora poco praticato.
La volontà di alcuni genitori-sognatori, sostenuti nella loro opera da un prete di frontiera spedito in quegli anni presso  l’oratorio de "LI SALA" , gettarono quel seme che abbiamo gelosamente curato e visto trasformarsi in piantina. Oggi è un albero sano dal portamento robusto.
E' il 28 maggio 1982. Nasce la Polisportiva Scalabrini, oggi ASD Polisportiva Carmiano.
A quei tempi si giocava all'aperto, su un campo di catrame che d'estate scioglieva la suola delle nostre scarpe. Molti di quei ragazzi di allora, oggi sono Educatori. Abbiamo attraversato mille difficoltà, eppure siamo riusciti da subito a perseguire le finalità di carattere socio-educativo che la nostra associazione ha per Statuto e ad emergere anche sul piano sportivo con le continue promozioni che si sono succedute nel tempo.
"Pallavolo per passione" è il nostro motto. La pallavolo, infatti, è uno sport appassionante che può migliorare la qualità della vita, è un modo di vivere insieme, di vivere oltre la pallavolo stessa che è una finestra dalla quale guardiamo la nostra vita, un punto di osservazione imprescindibile.
Penso a quante amicizie sono nate nell'ambito sportivo e non solo. La storia di una comunità passa anche attraverso le associazioni sportive. Poi si vince e si perde, ma questa è la vita.
Nel 1995 la PVK (Polisportiva Volley Karmiano) vince il Campionato di Pallavolo Femminile di serie D imbattuta ed approda nel Campionato di serie C con le stesse ragazze che avevano cominciato la 2^ Divisione.
Nel 2002 una nostra atleta, passata in questi anni a livelli Nazionali, vince lo squdetto con la Foppapedretti Bergamo e sale sul gradino più alto del podio con la Nazionale Italiana di Pallavolo. Medaglia d'oro a Berlino e Noi assieme a lei.
Ma il sogno di tutti noi è stato la realizzazione del Palazzetto dello Sport, fortemente voluto e richiesto alle varie amministrazioni che si sono succedute durante tutti quegli anni.
Quel Palazzetto  ha rappresentato, ed ancora lo è,  la nostra Fortezza: Fortezza Bastiani, una realtà che NOI gelosamente custodiamo…
Oggi la PVK è una Scuola di Pallavolo Federale.
Partecipiamo ai Campionati Giovanili con i nostri ragazzi e ragazze e ripartiamo  nuovamente dalla 2^ Divisione. Ed "il meglio deve ancora venire..." Niente Paura.
Sono trascorsi tanti anni ed il contesto è cambiato: siamo passati da "LI SALA" a "Fortezza Bastiani". Quello che però non è cambiato è la passione per questo sport con i suoi bambini, genitori, mister, palloni, reti e amicizie, esultanze ed imprecazioni.
Tutto come prima, tutto senza età, come il fumetto dove gli eroi non invecchiano mai, almeno penso. Addioperora.

Michele Paladini, Direttore della Scuola di Pallavolo – PVK Polisportiva Carmiano.

mercoledì 14 settembre 2011

Iniziano i nuovi Corsi di Pallavolo.


Siamo lieti di annunciare che anche quest'anno la

PVK - POLISPORTIVA CARMIANO

organizza 

i Corsi di Avviamento allo Sport - Minivolley
per bambini/e e ragazzi/e
dai 6 ai 12 anni.

In anteprima la Locandina che nei prossimi giorni sarà affissa in ogni angolo di strada, 
nei corridoi delle scuole, nei bar e nei saloni di bellezza,
su Facebook, Quotidiano e Gazzetta dello Sport!

Appuntamento al Palazzetto dello Sport di Carmiano a partire dal 26 Settembre.

Ciao da Gigi, Claudia, Michele e tutto lo Staff della Polisportiva Carmiano.

mercoledì 24 agosto 2011

Argiope bruennichi, alias Ragno Vespa.



Il ragno vespa non è aggressivo, e attacca l'uomo solo se viene disturbato; in tal caso il suo morso, provoca bruciore e arrossamento della parte colpita, ma i suoi effetti svaniscono al massimo nell'arco di un giorno.
Una curiosità si ha nell'accoppiamento di tali aracnidi, infatti quasi sempre le femmine di questi ragni uccidono i loro pretendenti maschi, a meno che questi ultimi non riescano a fuggire prima; spesso nel tentativo di fuga il pene degli individui maschi si spezza all'interno delle femmine, non permettendo che altri ragni fecondino la stessa, e assicurandosi così il successo riproduttivo.

Le femmine misurano circa 2-5 cm, i maschi circa la metà o anche meno. La livrea delle femmine ha una caratteristica colorazione a strisce gialle e nere a cui si deve il nome comune della specie. I maschi, invece, sono caratterizzati da colori scuri e molto più uniformi.

Questo tipo di ragno è diffuso in gran parte d'Europa. Vivono in quasi tutti gli ambienti, e molto importante per questa specie è avere lo spazio necessario per la costruzione della sua ampia tela: luoghi prediletti per l'edificazione delle ragnatele sono gli arbusti.

Anche questo è Salento.

lunedì 15 agosto 2011

Infissi in Ferragosto

Lunedi 15 Agosto 2011 - ore 07,00

Chiamami quando ti parti,
Verrò sicuro.
Chiamami quando ti parti,
verrò lo giuro.
Se non mi chiami quando ti parti
e quanto è dura
Porto le paste quando mi chiami
ed il caffè
Metto la sveglia quando mi chiami
così è sicuro
che non verrà NESSUNO!!!
Maledetta sfortunaaaaa!


















domenica 14 agosto 2011

Tra...montana


Vista emozionante, 
calma piatta, 
fermo immagine,
Torre Saracena.
Largo scuro 
prossima quiete.
Vento alle spalle
non urta il silenzio
ma quasi si siede.
Adesso ci provo
mi fermo un momento 
aspetto che passi
ma invano, io resto.

gigi

domenica 24 luglio 2011

Il centenario che scappò dalla finestra e scomparve


di Jonas Jonasson

Di certo Allan Karlsson poteva pensarci prima e, magari, comunicare agli interessati la sua decisione. In effetti non aveva mai riflettuto troppo sulle cose. Ecco perchè quell'idea non ebbe neanche il tempo di fissarsi nella sua testa che già aveva aperto la finestra della stanza al pianterreno della casa di riposo di Malmkoping, nel Sormland, per poi sgusciare fuori e atterrare nell'aiuola sottostante.
La manovra richiedeva un certo fegato, dal momento che Allan compiva cent'anni proprio quel giorno. Solo un'ora dopo, nella sala comune della casa di riposo avrebbero avuto inizio i festeggiamenti.. Sarebbe stato presente persino il segretario comunale. E l'inviata del giornale locale. E tutti gli ospiti dell'ospizio. E tutto il personale, capitanato dalla ringhiosa e arcigna infermiera Alice.
Soltanto il festeggiato non aveva la benchè minima intenzione di partecipare. 

martedì 5 luglio 2011

il più grande spettacolo dopo il big bang

Il più grande spettacolo dopo il big bang....ColpodiTacco new typical brand, il marchio nuovo del nostro Salento. Fate girare, conoscere ed apprezzare. Andate e condividete.
Allaprossimagigi.